Cos’è un sistema operativo?





Un elemento fondamentale di un computer, senza il quale sarebbe impossibile comunicare con la macchina.




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I computer funzionano secondo una logica binaria, fatta di 0 e 1, incomprensibile per quasi tutti gli umani. Quindi per poter utilizzare la macchina senza essere costretti a impazzire leggendo e scrivendo interminabili sequenze binarie per eseguire l’operazione più elementare, come capitava ai primi programmatori, sono stati inventati dei passi intermedi per umanizzare il dialogo con il calcolatore.

Il primo livello fu l’introduzione del linguaggio macchina, un insieme di "parole" di tre lettere e qualche parametro che venivano tradotte dall’elaboratore in semplici istruzioni. In realtà il linguaggio macchina ricalca ancora troppo da vicino la logica dei circuiti per essere considerato un vero linguaggio, ma ha il pregio di essere un po’ meno illeggibile.

Il passo successivo fu quindi la creazione di un vero linguaggio di programmazione. Oggi esistono moltissimi linguaggi, come il C/C++, il Java, il Fortran, il Basic, ecc., e spesso le istruzioni già dal nome inglese rivelano qualcosa sulla loro funzione (print, input, open...). Il listato composto con le istruzioni viene poi tradotto in linguaggio macchina per poter essere eseguito.
Con uno qualsiasi di questi linguaggi si possono scrivere le applicazioni più disparate, ma manca ancora una base su cui farle funzionare, il sistema operativo, appunto.

Il sistema operativo, brevemente SO, non è altro che un particolare programma che gestisce il funzionamento di tutte le parti di un computer, dal microprocessore alla memoria alle periferiche (mouse, tastiera, video, stampante, ecc.).

Le applicazioni che noi usiamo per scrivere, stampare, disegnare, suonare, navigare, dialogano quindi innanzitutto col SO, che controlla l’esecuzione di tutti i comandi.
Come per i linguaggi, esistono moltissimi SO, ma mentre i linguaggi di solito possono funzionare, con qualche variante, su una macchina qualsiasi, i SO, essendo strettamente collegati al computer su cui funzionano, variano molto a seconda di dove saranno installati. Quindi il SO di un PC non potrà certo funzionare così com’è su un supercomputer.
Nel caso dei PC il SO più diffuso è Microsoft Windows, nelle varie versioni, con più di 100 milioni di utenti.
Un altro sistema molto diffuso sui personal è Macintosh della Apple, che ha un po’ pagato negli anni scorsi la scelta di non uniformare i propri standard, ma ha mantenuto la sua fetta di utenti (circa 50 milioni), di solito molto soddisfatti.

Questi i due SO commerciali più diffusi, ma c’è anche il caso di Linux, SO Open Source (con il codice pubblico e non segreto) e freeware, che conta ormai più di 5 milioni di utenti. Linux appartiene alla famiglia UNIX, e si può installare su molti tipi di macchina: sui PC con processore Intel, ma anche sui Digital Alpha, o su Sun SPARC station, Apple, Power PC, Atari ST/TT, Amiga e naturalmente sarà il sistema ottimale per Crusoe, il nuovissimo processore della Transmeta a cui ha lavorato lo stesso Linus Torvalds, il padre di Linux.

UNIX fu sviluppato all’inizio degli anni ’70 dalla AT&T, e fu molto usato dalle università e dalle grandi aziende su grossi calcolatori. Esso ha anche costituito la base su cui si è sviluppata Internet, e ancora oggi quasi tutti i server usano UNIX. Oggi vengono utilizzate molte versioni di UNIX a seconda delle case produttrici: IBM, SCO, Digital Unix, Solaris della Sun.

Quali sono dunque i criteri che guidano la scelta del SO? Prescindendo dal fatto che nel caso dei PC questo problema si trascura quasi sempre, perché al momento dell’acquisto di solito la nuova macchina ha già installato un dato SO, in realtà sarebbe importante informarsi anche su quest’aspetto.

Molti non sanno neanche che si può comprare un PC nuovo con installato un SO diverso da Windows, e in effetti non tutti i negozi offrono questa possibilità.

Bisogna riconoscere che Windows 95, oltre ad aver dato una spinta formidabile a Microsoft, ha anche avuto il merito di portare il PC quasi dovunque, contribuendo all’alfabetizzazione informatica.

Ma il fatto che sia il più usato non vuol dire che sia il migliore. E il fatto che apparentemente sia facile da usare non vuol dire che sia un sistema semplice.

D’altra parte Macintosh, pur offrendo un SO di buona qualità, ha forse perso troppo terreno rispetto all’invadente concorrente, anche se ultimamente ha puntato molto sulla compatibilità.

Invece il limite principale di Linux finora è stato da una parte la diffidenza delle aziende, che verso la gratuità hanno avuto più sospetti che interesse, dall’altra la difficoltà dell’installazione.
Su questo però c’è da dire che installare un altro sistema operativo non è più facile: semplicemente si trova sempre qualcuno che lo faccia al posto nostro.
Comunque le distribuzioni più diffuse di Linux hanno tutte una procedura di installazione molto semplificata, forniscono assistenza, e qualche negozio è in grado di vendere PC con Linux già installato.

In conclusione un mercato così dinamico come quello dell’informatica riserva sempre sorprese, e naturalmente questo vale anche per i SO. Ogni settimana c’è qualche nuova notizia, a volte clamorosa, e non dubitate che vi terremo informati.

Pierre Blanc

aggiornato il: 28 Feb, 2000